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COMUNANZA RISCOPRE UN TESORO: UN ORGANO MONUMENTALE DEL XVII° SECOLO.
Comunanza, sabato 1 novembre, un gruppo di esperti composto da organari,
organologi e organisti, si sono dati appuntamento per poter visionare,
all'interno della Chiesa di S. Caterina d'Alessandria d'Egitto, qualcosa
di eccezionale.
Che quell'organo muto da un ventennio nella nostra Chiesa, fosse proveniente
dalla basilica di Loreto da tempo lo si sapeva, ma che esso fosse uno
degli strumenti più antichi, più grandi e singolari non
solo nella nostra regione ma nell'intero territorio nazionale, ci ha colto
veramente di sorpresa soprattutto come studiosi di storia locale.
Il, Prof. Mario Ferranti, ispettore onorario della Soprintendenza sul
Patrimonio Artistico Storico e Demoetnoantropologico di Urbino, il Dott.
Michel Formentelli, organaro di Verona, il Dott. Fabio Quarchioni, esperto
in organologia di Macerata, il Maestro Gianluigi Spaziani, organista e
organologo di Grottammare e il Dott. Paolo Peretti, musicologo, organologo
e docente del Conservatorio di Bari, dopo aver ancora una volta, visionato
lo strumento, ci hanno partecipato la loro grande scoperta.
Ad iniziare la ricerca su questo organo dimenticato, è stato il
Prof. Peretti, incuriosito da un'opera di Luigi Mannocchi di Petritoli
(Guida pratica dei monumenti e delle opere d'Arte nella Provincia di Ascoli
Piceno, Grottammare 1900, p.41) nella quale, al capitolo riguardante la
Chiesa di Comunanza, veniva citato un antico organo del 1400. Il Prof.
Peretti, visionato immediatamente lo strumento "Cateriniano",
è arrivato alla considerazione che certamente, il Mannocchi, non
aveva alcuna esperienza dell'arte organaria, e che sicuramente quell'organo
non risale al XV secolo, ma non vi è alcun dubbio che si tratta
di uno strumento di notevole importanza.
Provenienza.
La tradizione orale vuole che quest'organo provenga dalla Basilica di
Loreto, ma a tutt'oggi mancano documenti che la confermino.
Ci sono invece documenti che certificano il trasporto dello strumento
da S. Vittoria in Matenano alla nuova Chiesa di S. Caterina nel 1827,
cioè tre anni dopo la sua inaugurazione. Tuttavia, non si può
escludere a priori che l'organo fosse stato li trasportato dalla città
Mariana.
Descrizione :
l'Organo è del tipo "Monumentale" , unico nel suo genere;
con due tastiere una delle quali dotata della "Controttava; possiede
una notevole estensione grazie ad un grande numero di registri tra i quali,
i più antichi, ad ancia.
Lo strumento presenta tre stratificazioni e di conseguenza più
attribuzioni. Il primo nucleo, il più cospicuo, è del XVII
secolo, probabilmente riconducibile agli organari Lattanzio Vagnozzi e
Bernardino Guidotti di Porchia; il secondo, è un ampliamento del
corpo dell'organo operato nella seconda metà del XVIII secolo da
Giovanni Fedeli di Camerino; l'ultimo intervento significativo, con il
riassetto della facciata e l'inserimento di accessori di tipo bandistico
come i campanelli e la grancassa nel pedale, fu eseguito da Odoardo Cioccolani
di Cingoli nel 1858; un intervento di manutenzione fu eseguito nel 1889
da Pietro Fancini da Piacenza. Successivamente, interventi poco professionali
e manomissioni. Poi il silenzio.
Questa Sede Locale, già impegnata a divulgarne la scoperta presso
l'opinione pubblica, si sta attivando per individuare adeguati sponsor,
nonché si rende disponibile alle Autorità competenti affinché
si possa giungere ad un recupero di questo tesoro storico-artistico.
Ma non solo; contiamo che si possa giungere alla completa fruizione da
parte di organisti ed esperti di questo strumento, rimasto praticamente
unico proprio perché" reciclato" in un piccolo centro
e soggetto all'"abbandono conservativo". E , con ottimismo,
pensiamo a ciò che sarebbe rimasto di questo "tesoro",
sempre nella Basilica di Loreto soggetto a continue modifiche, sostituzione
e l'inevitabile rottamazione .
Il Presidente
Stefania Cespi
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